Sulla medianità

Perché si possa parlare di medianità spirituale è necessario che l’individuo riesca a passare da una frequenza cerebrale ad un’altra con estrema rapidità e anche volontariamente, ecco perché è necessario il distacco dall’io dello stato di veglia (definito nell’Induismo come jāgrat o vishva avasthā) che agisce ad un livello di frequenze beta ed ecco perché è fondamentale un sistema come lo yoga, che dona la capacità di modulare le proprie frequenze cerebrali. Un veggente, medium o canalizzatore, dispone, naturalmente (anche se spesso potenzialmente), di questa necessaria capacità di volontaria modulazione intrinseca alla sua condizione di medium, con tale capacità innata, egli deve imparare a convivere, a gestirla e a spiritualizzarla. In condizioni divine, è la ricerca volontaria e consapevole del contatto con l’entità che provoca lo stato di trance, ma solo a specifiche condizioni, cioè, quando sussistono quelle particolari, innate caratteristiche, che contraddistinguono il medium da chi medium non è, il veggente da chi veggente non è, il canalizzatore da chi canalizzatore non è… []… Normalmente nelle spiegazioni generiche, approssimative e superficiali di medianità, spiegazioni spesso profane o tendenziose, non viene adeguatamente considerata la necessaria, tradizionale e millenaria, distinzione tra medianità spirituale o alta medianità e medianità astrale o bassa medianità, e questo accade perché c’è molta confusione in merito a questa tematica e la maggioranza delle persone non sa neanche che esista questa importante e fondamentale distinzione. Oltre a ciò che è stato affermato al primo capitolo di questa sezione, come regola generale, nella medianità spirituale, è l’entità che decide quando venire e non è possibile costringerla in alcun modo e attraverso alcun mezzo. Non esiste, nella storia religiosa, medium che possa “forzare” un vero maestro spirituale (o l’entità divina) ad essere canalizzato, semplicemente perché è una volontà divina superiore che autorizza l’esistenza di questi contatti. D’altra parte, è vero anche il contrario, cioè che un’entità altamente spirituale, non obbligherà mai il medium a canalizzarla senza la sua autorizzazione, la sua totale collaborazione e in ogni caso, mai contro la sua volontà, avendo sempre rispetto per l’inviolabile libero arbitrio di ogni essere umano, donatogli dal Divino stesso. Non si può dire lo stesso della medianità di basso livello. È importante in questo settore non mettere tutto, ignorantemente o maliziosamente, insieme per screditare il fenomeno nella sua totalità, ma senza cognizione. Nella medianità spirituale, è possibile da parte del medium, richiamare l’entità con cui è stato stabilito un precedente contatto, contattandola, ovviamente, sempre con un atteggiamento spirituale. Ci sono molti esempi nelle tradizioni antiche, dei ripetuti contatti tra entità divine (quando non “Dio” stesso come, per fare un esempio, nel caso di Mosè sul monte Sinai quando riceve i dieci comandamenti come descritto nel Libro dell’Esodo della Bibbia) ed esseri umani che, attraverso particolari caratteristiche rendevano possibile questo contatto, modello che ci è stato trasmesso, ad esempio, in ambito mistico-religioso occidentale, anche dalla tradizione giudaico-cristiana.

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